Riscaldamento spento: cosa fare per proteggere il tuo impianto

Riscaldamento spento: cosa fare per proteggere il tuo impianto

Riscaldamento spento: cosa fare per proteggere il tuo impianto

Controllo della caldaia, pulizia dei termosifoni, apertura delle valvole termostatiche, ecco che cosa fare quando hai da poco spento l’impianto di riscaldamento.

 

Quest’anno, eccezionalmente freddo, ha costretto il tuo impianto di riscaldamento ad un lavoro incessante ed ora che lo hai appena spento, è arrivato il momento giusto per fare manutenzione.

Sicurezza e professionalità sono requisiti fondamentali quando si parla di impianto di riscaldamento e la tua serenità dipende dal rispetto dei controlli da effettuare: scopri come mantenere sicuro ed efficiente il tuo impianto di casa – anche con semplici metodi fai da te – e garantirti tranquillità quando lo riaccenderai.


Caldaia: è il momento della revisione

Non aspettare l’autunno per chiamare il tecnico e revisionare la caldaia! È il “cuore” del tuo impianto di riscaldamento e richiede attenzione, anche per non incappare in multe salate. Controlla prima di tutto il libretto di uso e manutenzione per accertarti che non siano scaduti i termini di legge per la revisione e per il controllo dei fumi. Ogni 2 anni, infatti, è obbligatoria l’analisi della combustione dei fumi da parte di un tecnico, per assicurare rendimento ottimale e risparmio energetico.
Una volta effettuata la revisione e la verifica dei fumi, ti verrà rilasciato il Bollino blu che attesta il perfetto funzionamento della tua caldaia.
Il tuo impianto di riscaldamento è condominiale e hai lo scaldabagno? Anche se non c’è l’obbligo di legge, per la tua sicurezza è fondamentale controllare il corretto funzionamento, affidandoti ad un tecnico esperto.

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Termosifoni puliti

Veniamo alla manutenzione fai da te. Per un’accurata pulizia dei termosifoni, armati degli strumenti giusti! Durante l’inverno la polvere, attratta dal calore, si è depositata tra gli elementi e se non basta uno scovolino per raggiungere i punti più difficili, usa un compressore d’aria, una bomboletta di aria compressa oppure un semplice phon per capelli.

Metti dei vecchi giornali in terra sotto e un panno umido dietro al termosifone, contro il muro: eviterai così di sporcare il pavimento e la polvere verrà attratta e trattenuta dal panno.


Spurgo dell’impianto

Puliti i termosifoni all’esterno, occorre pulirli anche al loro interno, facendo lo spurgo dell’aria. Questa operazione si può fare su qualunque tipo di termosifone, anche se è installata una valvola termostatica programmabile o smart. Ad impianto spento, aiutandoti con una chiave apposita che troverai dal ferramenta, potrai procedere con l’apertura delle valvole di sfiato che si trovano in alto, all’estremità del termosifone. Poni un panno assorbente o un recipiente per raccogliere l’acqua che uscirà a pressione dalla valvola una volta uscita tutta l’aria presente; l’operazione deve essere ripetuta su ogni termosifone. Questo semplice procedimento permetterà di liberare l’impianto dalle bolle d’aria che impediscono la regolare circolazione dell’acqua calda in tutte le parti del termosifone e va ripetuta prima della riaccensione dell’impianto riscaldamento.


Valvole termostatiche aperte

Una volta spento il riscaldamento, ricordati di posizionare le manopole delle valvole termostatiche al livello 5 che corrisponde al valore della massima apertura. Questo impedirà la formazione di sedimenti che potrebbero compromettere il funzionamento al momento della riattivazione dell’impianto. Nel caso di valvole termostatiche programmabili oppure smart, conviene togliere le batterie fino alla riaccensione dell’impianto.

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In forma con gli elastici, alleati dei tuoi muscoli

In forma con gli elastici, alleati dei tuoi muscoli

Gli elastici per il fitness aiutano a tonificare, rassodare ed allungare i muscoli. Sono leggeri, poco ingombranti e quindi puoi portarli con te ovunque, oppure usarli anche a casa: ecco gli esercizi più efficaci per il tuo benessere.

 

Se non hai il tempo per frequentare una palestra puoi fare ginnastica anche a casa, l’essenziale per il tuo benessere è non rinunciare a fare sport. Con gli elastici puoi allenare i tuoi muscoli aumentando man mano la difficoltà: ne esistono di vari tipi in vendita nei negozi di sport, comincia con quelli meno resistenti soprattutto per allenare i muscoli meno tonici, per arrivare gradualmente alle resistenze più elevate.

Leggi anche: Restare in forma… con le pulizie di casa


Esercizi con gli elastici per spalle e braccia

Per allenare le spalle e i tricipiti devi restare in piedi con le gambe unite: impugna l’elastico per le due estremità e posizionalo sotto i piedi. Solleva le braccia ad angolo retto e portale in alto sulla testa spingendole in su più che puoi. Un esercizio mirato a rinforzare i bicipiti? Mantieni l’elastico sotto i piedi, le gambe aperte quanto l’ampiezza delle spalle e le braccia attaccate al corpo. Impugna l’elastico e solleva a 90 gradi le braccia.


Esercizi per i glutei

Per avere glutei tonici e rinforzare la muscolatura del retro coscia prova questo esercizio! Piega a metà l’elastico e annodalo, poi avvolgi un’estremità alla caviglia destra e mettiti a carponi su un tappeto appoggiandoti sui gomiti; posiziona l’altra estremità sotto al piede sinistro e solleva la gamba sinistra mantenendo il ginocchio piegato a 90 gradi. Infine, abbassa il ginocchio senza toccare terra. Ripeti l’esercizio con un buon ritmo per 10 volte prima di passare all’altra gamba.


Esercizi per le gambe

Scolpire le tue gambe è semplice con l’elastico! Questo esercizio si fa in piedi appoggiandosi di lato al muro con il gomito e la mano. Piega a metà l’elastico e poi legalo intorno alle caviglie lasciando una distanza fra di esse di circa 20 cm. Mantieni ferma la gamba rivolta verso il muro e stendi parallelamente l’altra gamba verso l’esterno. Ripeti 10 volte l’esercizio con energia, poi voltati dall’altro lato e continua l’esercizio con l’altra gamba.
Per allenare gli adduttori mantieni la stessa posizione e spingi la gamba in avanti contro la resistenza dell’elastico, poi fai molleggiare la gamba per 15-20 volte e ripeti l’esercizio con l’altra gamba.

Questi sono soltanto alcuni dei tanti esercizi che puoi fare utilizzando gli elastici. Sul web troverai numerosi video tutorial per svolgere al meglio il tuo allenamento.

Imparerai così a prenderti cura del tuo corpo e del tuo benessere, anche senza uscire di casa!

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Mansarda: fresca d’estate, calda d’inverno e… luminosa tutto l’anno

Mansarda: fresca d’estate, calda d’inverno e… luminosa tutto l’anno
Mansarda fresca d'estate e calda d'inverno

Il segreto per avere una mansarda sempre confortevole e luminosa? Isolare e “ventilare” correttamente il tetto, e sfruttare al meglio la luce zenitale delle finestre. Ecco come.

 

A un passo dal cielo, la mansarda è in una posizione magica e ha uno charme tutto suo… una bella immagine che, tuttavia, viene spesso rovinata dalla convinzione che il sottotetto sia spesso buio e insopportabilmente caldo d’estate e freddo e umido d’inverno. Un (falso) mito che puoi sfatare adottando questi 3 accorgimenti risolutivi!

 

1. Realizza il tetto ventilato

Cappello della casa, il tetto deve garantire la massima protezione dagli agenti climatici e offrire il microclima perfetto per raggiungere comfort e benessere 365 giorni all’anno. Obiettivo raggiungibile con la tecnica del “tetto ventilato”, il sistema isolante realizzato in 2 fasi:

· la prima consiste nel realizzare lo strato isolante del tetto, uno scudo termico capace di ridurre drasticamente le perdite energetiche;
·  la seconda invece consiste nel creare, tra lo strato isolante e le tegole, una camera di ventilazione spessa 6-10 cm, che innesca un salutare moto convettivo. L’aria, infatti, entra ininterrottamente nell’intercapedine lungo la linea di gronda e, salendo, si sfoga nel punto più alto, il colmo del tetto. Il risultato? Durante la stagione estiva l’aria calda viene rapidamente smaltita, impedendo al calore di accumularsi nella mansarda, mentre d’inverno il calore prodotto in casa non si disperde e viene agevolata la fuoriuscita di vapore acqueo dal tetto, evitando così la formazione di condensa che renderebbe la mansarda un ambiente insalubre, freddo e poco accogliente.

 

2. Sfrutta la luce zenitale

L’errata convinzione che la mansarda sia buia nasce dalla comune idea che l’inclinazione del tetto non permetta l’ingresso in casa di una quantità sufficiente di luce. In realtà è vero il contrario, visto che:

· a parità di superficie vetrata, dalla finestra da tetto entra il doppio di luce rispetto a una finestra verticale. Luce che, peraltro, rimane costante per l’intero arco della giornata;
· recenti studi hanno dimostrato quanto la luce naturale zenitale (proveniente dall’alto) che entra in mansarda influisca positivamente sul comfort visivo e sul benessere psicofisico, stimolando il buonumore e migliorando anche il livello di concentrazione di chi studia o lavora a casa.

 

3. Scegli bene le finestre da tetto

Oltre a dover essere certificate 
in “classe A” e dotate di triplo vetro esterno e doppio vetro interno, le finestre da tetti andrebbero installate in modo che la parte superiore del telaio disti un massimo di 180-200 cm dal pavimento, così da poterle manovrare facilmente e godere di una visuale ottimale. Se poi si affiancano o sovrappongono più finestre, puoi sfruttare al massimo la luce zenitale, che illuminerà in profondità gli ambienti.

 

Infine ricorda…

Per poterlo dichiarare abitabile, il sottotetto dev’essere illuminato (e arieggiato) da finestre di dimensione adeguate per garantire un rapporto aeroilluminante, che nella maggior parte delle regioni è pari ad almeno 1/8: questo significa che l’ampiezza delle superfici vetrate dev’essere almeno 1/8 di quella calpestabile. In alcune regioni, come la Toscana, il rapporto aria-luce invece scende a 1/16.

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Bonus casa 2018: tutte le agevolazioni fiscali per risparmiare

Bonus casa 2018: tutte le agevolazioni fiscali per risparmiare

Tra conferme, revisioni e novità, il pacchetto dei bonus fiscali per risparmiare sui costi dei lavori in casa quest’anno è super-conveniente! Ecco le agevolazioni principali.

 

Mai come quest’anno gli sconti fiscali per sistemare casa, condominio e aree verdi premiano e (ri)pagano, permettendoci di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) delle cospicue percentuali su un limite massimo di spesa, da ripartire in quote annuali. Occhio al fattore tempo: in via generale, i bonus per gli interventi nelle singole unità abitative (sismabonus a parte) sono in scadenza il 31/12/2018, mentre per i condomìni il termine è il 31/12/2021. Pronti ad aprire il cantiere?


Bonus ristrutturazioni

La manovra ha confermato la detrazione IRPEF al 50% su un ammontare massimo di spesa di 96mila euro, per i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e, solo sulle parti comuni di edifici residenziali, di manutenzione ordinaria.


Bonus mobili

Prorogato anche lo sconto fiscale del 50% su una spesa massima detraibile di 10mila euro da dividere in 10 rate annuali di pari importo per l’acquisto di arredi e di grandi elettrodomestici in classe A+ o superiori, usufruibile però solo se destinati alla casa nella quale sono stati effettuati i lavori edilizi.


Bonus verde

Nuova entrata per il bonus “green” del 36% per le spese destinate agli interventi di recupero delle aree verdi di cortili, giardini, terrazzi o balconi e coperture di immobili a uso abitativo, privati o condominiali, che permette di richiedere il rimborso dei costi sostenuti fino a 5mila euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. Tra i lavori che possono concorrere alla detrazione c’è anche la progettazione e manutenzione degli interventi.


Ecobonus

Noto anche come “sconto energia”, il beneficio fiscale sugli interventi di riqualificazione energetica con spese massime detraibili variabili e recuperabile in 10 anni è stato integrato e in parte modificato:

si attesta al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica globale di interi edifici che migliorano di almeno il 20% il fabbisogno di energia primaria; per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, integrale o parziale, con impianti geotermici o a pompe di calore ad alta efficienza, oppure dotati di caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe energetica A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;

scende invece al 50% per l’acquisto e l’installazione di infissi e schermature solari e per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa o con caldaie a condensazione meno efficienti e prive di termoregolazione evoluta.

salgono al 70% e al 75% gli extra-bonus per gli interventi in condominio che, rispettivamente, eliminano le dispersioni termiche su oltre il 25% delle superfici e migliorano le prestazioni energetiche invernali ed estive. Un esempio di intervento che gode del maxi-bonus al 75%? La realizzazione del cappotto termico per la facciata!


Sismabonus

La detrazione per la messa in sicurezza di edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (ad altissimo, alto e medio rischio) resta in vigore al 50% fino al 31 dicembre 2021 con un limite massimo di spesa pari a 96mila euro da suddividere in 5 quote annuali di pari importo. Tuttavia, più alto è il livello di adeguamento antisismico, più alto sarà lo sconto IRPEF: se dall’intervento deriva la riduzione di una classe di rischio sismico, il bonus aumenta al 70% per le singole unità immobiliari e al 75% per le parti comuni di edifici condominiali. Se intervenendo si riesce a ridurre il rischio sismico di due classi, la detrazione passa all’80% (per unità) e all’85% per le opere nei condomini.


Qual è il bonus giusto (e più conveniente) per te?

Se hai dubbi, puoi scoprirlo rivolgendoti a un consulente fiscale esperto, l’unico che potrà aiutarti a capire come fruire della massima agevolazione possibile per ogni intervento. Potresti così verificare anche la possibilità di beneficiare di più detrazioni, anche se non sulla medesima spesa.

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Giardino: inizia la primavera

Giardino: inizia la primavera

Concimatura e potatura: sei pronto a tenere in ordine il tuo giardino? La primavera è arrivata, insieme alle fioriture di stagione: scopri come mantenere belle e rigogliose le tue piante primaverili.

 

È tempo di grandi pulizie nel tuo giardino, il freddo e la pioggia hanno fatto molti danni e ora bisogna rimediare e dare nuova vita alle tue piante se le hai trascurate durante l’inverno. Armati di rastrello, cesoie e pala, approfitta di una bella giornata di sole e scoprirai quanta soddisfazione ti darà prenderti cura del tuo giardino!


Prato: taglio e concimatura

Il prato non si vede quasi più, ricoperto da foglie e rami caduti e l’erba è secca e ingiallita, quindi per prima cosa occorre fare pulizia e liberare il terreno per farlo respirare. Lo strumento giusto è il rastrello! Raccogli tutte quello che si è depositato in terra, fanne dei mucchi e non buttarlo via, sarà utile per il compostaggio dei rifiuti organici.

Poi taglia l’erba secca ad una altezza di 2 o 3 cm, usa un fertilizzante ricco di azoto per concimare il prato: basta farlo una volta soltanto, l’eccesso di azoto nel terreno potrebbe essere dannoso per le piante. Non dimenticare di innaffiare un giorno sì e uno no il tuo giardino se non piove e di tagliare l’erba una volta alla settimana.


Piante: potatura e rinvaso

È il momento di togliere le protezioni invernali alle tue piante, le temperature di aprile permettono anche di riportare all’esterno quelle che avevi tenuto al chiuso. Dedicati ai rinvasi usando vasi di terracotta appena poco più grandi, ricordati di bagnarli e poni sul fondo dell’argilla espansa che servirà per isolare dall’eccessiva umidità; poi trasferisci la pianta e riempi il vaso con del terriccio nuovo. Se la pianta è un agrume, rimanda il rinvaso a metà maggio.

Per ridare forma e vigore ad arbusti, siepi e cespugli usa cesoie e forbici, taglia tutte le punte ed elimina i rami secchi. Sagoma le piante facendo attenzione a non tagliare le nuove gemme ma restando di poco al di sopra.


Fiori di primavera

Se hai seguito i nostri consigli, oggi i tuoi giacinti, narcisi e tulipani saranno nel pieno della loro fioritura. Per mantenerli belli a lungo estirpa le erbacce, elimina i fiori appassiti e dedica particolare cura al fogliame di cui il bulbo ha bisogno per ricostituire le riserve e fiorire di nuovo l’anno successivo. Le foglie delle bulbose vanno tagliate solo quando saranno completamente secche.

Lascia i bulbi interrati ancora per un mese prima di toglierli dalla terra e riporli al buio, così assorbiranno dal terreno tutte le sostanze nutritive necessarie.


Nuove semine per l’estate

Prepara il terreno delle aiuole estirpando tutte le erbacce e mettendo uno strato di corteccia, che renderà la terra libera da parassiti e favorirà la giusta umidità. È il momento per piantare i bulbi di begonie, anemoni, calle, dalie, gladioli e gigli per vederli fiorire in estate!

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Utensili da cucina con materiali sono sicuri

Utensili da cucina con materiali sono sicuri

Alluminio, legno, plastica, silicone, acciaio sono i materiali più comuni per pentole e altri utensili da cucina e sono tutti sicuri se usati in maniera corretta. Ecco quelli più adatti per i tuoi piatti in base al tipo di alimento e di cottura.

 

L’acciaio è valido per tutti gli usi, il legno per non bruciarsi e rovinare le pentole, il silicone è ideale per le preparazioni in forno, mentre l’ alluminio per cucinare rapidamente e ad alta temperatura. A seconda del piatto che vuoi preparare, scegli l’utensile e la pentola giusta per ottenere un risultato migliore in tutta sicurezza, come suggerito dall’Associazione Nazionale Dietisti.


Alluminio solo per i cuochi

Se non sei un cuoco provetto, non usare utensili in alluminio perché i rischi di bruciare la cena sono altissimi. L’alluminio è un ottimo conduttore di calore e garantisce cotture rapide e ottimali per qualunque preparazione. Per questo viene utilizzato nelle cucine dei ristoranti: anche se le pentole in alluminio hanno proprietà antiaderenti, il cibo tende ad attaccarsi e non possono essere messe in lavastoviglie. Inoltre è meglio non usare l’alluminio a contatto prolungato con alimenti acidi come il pomodoro, il limone o l’aceto, per evitare possibili trasmissioni di particelle di metallo ai cibi.


Pentole: fondo spesso e acciaio inox

Prendi il centimetro e misura il fondo della tua pentola, se non è alto almeno 3 millimetri non utilizzarla  sui fornelli a fuoco alto, oppure usala soltanto per far bollire l’acqua della pasta.

L’acciaio è in assoluto il materiale più diffuso per le pentole ad uso domestico, il migliore è quello inox 18/10 che contiene il 18% di Cromo e il 10% di Nichel. Ma l’acciaio non è un buon conduttore di calore, le pareti delle pentole inox si surriscaldano facilmente rischiando di bruciare il cibo se a contatto con la fiamma. Per questo motivo molte hanno un fondo spesso di alluminio.


Silicone: occhio al primo utilizzo

Pratico, colorato, leggero, lavabile in lavastoviglie, resistente alle basse e alle alte temperature, il silicone è entrato prepotentemente in cucina proprio per queste indubbie qualità. Utilizzato soprattutto per teglie e utensili come cucchiai e spatole è un materiale sicuro, a patto che sia di alta qualità (silicone platinico) e al primo utilizzo è consigliabile un lavaggio in lavastoviglie e una prova di cottura con un impasto di farina, olio e lievito che poi butterai via. Questo per scongiurare eventuali residui di lavorazione che potrebbero spostarsi sui cibi la prima volta che lo stampo viene usato.


Utensili da cucina: quali scegliere?

Anche se sono meno facili da pulire, per cucinare preferisci cucchiai, forchette e spatole di legno piuttosto che di plastica. Il legno è un materiale naturale che resiste ad alte temperature, mentre la plastica con il calore tende a deformarsi e si deteriora facilmente.

Gli utensili di legno evitano bruciature, non rovinano le pentole e i rivestimenti antiaderenti ma, a causa della sua porosità, il legno tende ad assorbire odori e alimenti quindi gli utensili vanno lavati con cura. In particolare, nel caso dei taglieri in legno, meglio usarne uno diverso per la carne, il pesce e le verdure. Più pratici i cucchiai e i mestoli di acciaio, che devono però avere il manico rivestito in plastica, per evitare ustioni.

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Smettere di stirare risparmiando

Smettere di stirare risparmiando
Smettere di stirare e risparmiare tempo ed energia

Liberati del ferro da stiro! Ti fa bene alla salute, guadagni tempo prezioso e risparmi energia: ecco alcuni consigli per evitare le pieghe sui vestiti senza bisogno di stirare.

 

Stirare rientra probabilmente tra le faccende domestiche più rognose: difficile non farsi prendere dallo sconforto di fronte alla pila di panni che aspetta di essere passata al ferro da stiro. Si può evitare? Ebbene sì! Basta usare qualche accorgimento in fase di lavaggio, stenditura e piegatura per avere pochi capi da stirare o addirittura nessuno. Guadagnerai tempo impiegabile in altre attività senz’altro più piacevoli, ti risparmierai mal di schiena e gonfiore alle gambe da lunghe sessioni di stiro e ridurrai i consumi energetici, a tutto vantaggio dell’economia in bolletta. Ecco come fare.


Il lavaggio: consigli per stirare il meno possibile

La strategia anti-stiro inizia da un attento lavaggio dei capi. Prima di avviare la lavatrice, scegli programmi brevi, temperature medio-basse (40/30°) e non superare gli 800 giri di centrifuga: il caldo e una centrifuga troppo intensa stropicciano di più le fibre. Non solo: programmi brevi e temperature basse sono l’ideale per contenere il consumo di energia. Se poi non accenderai il ferro da stiro risparmierai ulteriormente: 1 euro ogni 2 ore di stiro evitate (considerando un costo di 0,25 €/kWh e usando un apparecchio da 2.000 Watt).

Come stendere per evitare il ferro da stiro

Non stipare troppo il cestello della lavatrice e, finito il ciclo, stendi subito. Abbandonare il bucato bagnato e appallottolato è una pessima scelta per un seguace del “no-stiro” perché le pieghe sarebbero assicurate.

Sbatti energicamente e più volte la biancheria e i vestiti man mano che li estrai dalla lavatrice – in particolare i capi in tessuto spesso – e tira bene con le mani i punti critici (colletti, maniche, tasche, cuciture, orli) prima di stendere i panni ad asciugare: è il passaggio fondamentale!

In generale, quando stendi, non ammassare disordinatamente il bucato e se puoi evita le mollette che lasciano segni, fatti salvi i casi di gonne, pantaloni e magliette. Appendi i primi due per la vita, di modo che il loro stesso peso li stiri; per le t-shirt, invece, posiziona le mollette in corrispondenza delle cuciture sotto le ascelle, così non si vedranno tracce, nemmeno quelle del filo dello stendino. Per camicie, bluse, maglie, polo e vestiti di cotone usa direttamente le grucce.
E le lenzuola? Vanno piegate e tirate con forza, operazione da ripetere una volta asciutte (meglio essere in 2 a farlo), mentre le tende possono essere appese quando sono ancora bagnate: si stireranno da sole.

Leggi anche: Restare in forma… con le pulizie di casa


Come stirare bene con le mani

Il bucato si è asciugato? Non ti resta che mettere subito tutto al suo posto, scongiurando l’odiosa montagna di panni da stirare, anche perché la pila farebbe formare pieghe su indumenti e biancheria. Appoggia i capi sopra alla coperta del tuo letto, che crea un buon attrito, lisciali più volte con le mani, e poi ripiegali con precisione, sempre esercitando pressione coi palmi. Per distendere gli asciugamani e i pezzi in spugna, arrotolali e muovili per un po’ a mo’ di mattarello prima di riporli nel cassetto.
Certo, probabilmente per le camicie sarà comunque necessaria una passata con il ferro da stiro – soprattutto a polsini e collo – e lo sarà sicuramente per i capi in lino, ma adottando i trucchi per non stirare lo sforzo si ridurrà al minimo: avrai guadagnato tempo prezioso da dedicare alla famiglia, agli amici, a un buon libro o a qualunque altra attività più gradevole!

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4 trattamenti di bellezza

4 trattamenti di bellezza

Trasforma la tua casa in un centro benessere e goditi il piacere di farti tante coccole! Dal bagno rilassante allo scrub per il corpo, senza dimenticare il viso e i capelli, che grazie all’aceto saranno splendenti. Qui le ricette per la tua bellezza naturale.

 

Puoi prenderti cura di te grazie a pochi ingredienti naturali e restando a casa tua. Se hai un appuntamento importante, preparati al meglio con questi 4 semplici trattamenti che faranno risaltare la tua bellezza.

 

1. Bagno relax con la salvia

Per preparare la pelle di tutto il corpo ai trattamenti di bellezza, concediti un bagno caldo rilassante (non più di una volta alla settimana, per non sprecare troppa acqua). Raccogli le foglie di salvia fresche in un sacchettino di garza e appendilo al rubinetto della vasca, poi fai scorrere l’acqua calda: verranno così sprigionate le essenze e i principi attivi. La salvia è una pianta officinale con proprietà tonificanti e rilassanti e ridona bellezza ai capelli, non dimenticare dunque di immergerli nell’acqua durante il bagno.

 

2. Pelle liscia con lo zucchero di canna

Dopo un bagno caldo la pelle è morbida e i pori sono dilatati, è questo il momento migliore per fare uno scrub esfoliante ed eliminare tutte le impurità. Mescola 3 cucchiai di zucchero di canna, 3 di sale fino e 6 di olio di mandorle, otterrai un composto cremoso pronto da spalmare su tutto il corpo. Con dei movimenti circolari, partendo dai piedi, massaggia delicatamente la pelle insistendo sulle zone più ruvide come i talloni, le ginocchia e i gomiti; poi risciacqua con acqua tiepida e applica una crema corpo idratante. Per mantenere liscia la pelle del corpo, ripeti questo trattamento una volta al mese.

 

3. Purifica il viso con lo yogurt

Anche il viso ha bisogno almeno una volta alla settimana di un trattamento specifico per purificare e mantenere elastica la cute. La maschera più semplice ed efficace da realizzare in casa è quella a base di yogurt bianco e miele. Mescola 2 cucchiai di yogurt e 1 cucchiaino di miele; spalma il composto su viso e collo evitando la zona del contorno occhi e lascia in posa per 10 minuti. Noterai subito dei miglioramenti sulla tua pelle: più compatta e idratata.

 

4. Capelli splendenti con l’aceto

È probabilmente l’ingrediente naturale più conosciuto e usato da sempre: l’aceto ha proprietà rinforzanti, lucidanti, sgrassanti e anti forfora e per questo è il miglior rimedio per i capelli spenti e opachi. Riempi una bottiglia d’acqua da 1 litro e mezzo con acqua demineralizzata e aggiungi 3 cucchiai di aceto di mele, più delicato e con una profumazione più gradevole rispetto a quello di vino. Dopo aver lavato i capelli con i prodotti che usi abitualmente, risciacqua abbondantemente e fai l’ultimo risciacquo versando, sulla cute e sulle punte dei capelli, l’intera bottiglia di acqua e aceto. Anche in questo caso i risultati saranno immediati e duraturi nel tempo, per cui ripeti il trattamento non più di una volta alla settimana.

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Il salotto smart

Il salotto smart
Papà e figlio piccolo sul divano di casa che guardano la tv

Prima la tv poi l’impianto audio per la musica, infine le luci: ecco come puoi trasformare il tuo salotto nel cuore tecnologico della casa. I sistemi gestibili in Rete rendono unici i momenti di relax e divertimento.

 

Guardare un film, ascoltare buona musica, leggere un libro: il salotto è da sempre l’ambiente della casa dedicato all’intrattenimento e oggi, grazie alle ormai infinite applicazioni di domotica e IoT (Internet of Things), diventa anche il cuore della smart home. In questo scenario, la tv si trasforma in hub di gestione per i vari sistemi connessi e intelligenti del tuo appartamento. Non solo: dal salotto smart si comandano anche la diffusione sonora e l’illuminazione di casa. Se vuoi saperne di più su alcune delle ultime novità, te le raccontiamo subito.


Tv smart, la regina dei salotti moderni

Il settore dei televisori evoluti è in forte fermento e Samsung riserva le novità più significative. Il colosso sudcoreano – già molto attivo nel segmento degli elettrodomestici automatizzati – lancia la linea QLED, che garantisce immagini perfette e un’esperienza di visione più che mai immersiva.

Quando non guardi la tv, questi apparecchi si trasformano in schermi smart che mostrano il meteo, le ultime notizie e le tue foto e, impostata la modalità “Ambient”, si fondono armonicamente con la parete, riproducendone il colore o motivo. L’app SmartThings mette in comunicazione il tuo dispositivo mobile con il televisore, che diventa così un’estensione dello smartphone da cui controllare anche gli altri elettrodomestici connessi.

Gli altoparlanti wireless con cui dialogare

Altoparlanti da salotto che riproducono musica, ma anche in grado di risponderti se chiedi qualcosa? Esistono. Si chiamano Apple HomePod, Amazon Echo, Google Home: quest’ultimo è stato appena lanciato sul mercato italiano, mentre i primi due arriveranno a breve. Si tratta di speaker senza fili che ti permettono di ascoltare i tuoi brani preferiti a una qualità ottima e in più sono dotati di assistente vocale grazie a cui si trasformano in consulente musicale e molto di più. “Quali sono le previsioni meteo?” o “Cosa c’è al cinema?”: puoi parlare all’altoparlante, che riconosce la tua voce, apprende grazie alla sua intelligenza artificiale e ti risponde. Si connettono inoltre con altre apparecchiature smart domestiche, per esempio l’illuminazione: puoi quindi chiedere allo speaker anche di accendere la luce al posto tuo.

Illuminazione

Ed è proprio l’illuminazione a confermarsi tra i settori più concorrenziali in ambito smart home. Il sistema connesso e wireless Philips Hue, per esempio, ti consente di controllare la luce dallo smartphone e programmarne accensione e spegnimento all’orario che vuoi tu. Puoi anche creare l’atmosfera giusta a seconda delle situazioni: è tempo di godersi un bel film? Oppure di mettersi in poltrona e leggere un libro? Regola tonalità e intensità della luce per rendere più agevoli e confortevoli le tue attività in casa.

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spegni l’afa, accendi il benessere

spegni l’afa, accendi il benessere

Vuoi essere pronto per tempo a fronteggiare senza stress le impennate di caldo estivo? Comincia adesso a individuare il “tuo” climatizzatore, seguendo questi 5 criteri di scelta.

 

Rigeneranti come brezze montane, i nuovi climatizzatori a pompa di calore sono dei veri e propri regolatori del microclima domestico, in grado di ridurre la percezione del calore, modulare la velocità dell’aria per mantenere costante la temperatura, modificare il tasso di umidità e migliorare la qualità dell’aria e… all’occorrenza riscaldare gli ambienti nelle mezze stagioni. Senza contare che alcuni modelli sono anche connessi per essere gestiti da remoto tramite app e possono essere dotati di sensori di presenza per mettersi in stand-by energetico in assenza di persone nell’ambiente. Pronto a scegliere il tuo? L’importante è non ridursi ad acquistarlo all’ultimo, perché quando si boccheggia dall’afa e si è alla spasmodica ricerca di refrigerio si rischia di non compiere una scelta ragionata e realmente adatta ai propri bisogni. Ecco gli elementi da considerare… ora!

 

1) Scegli la potenza adatta

Espressa con le unità di misura Btu/h (British Thermal Unit per ora) e kW termico (chilowatt), la potenza del climatizzatore dev’essere valutata con un tecnico caso per caso, considerando fattori “personali”, tra cui altezza ed esposizione dell’edificio e dimensione dei locali da climatizzare. Un dato medio su cui ragionare? Per raffrescare 25-30 mq basta una potenza da 9.000 Btu/h o 2,5 kW, per 35-40 mq servono 12.000 Btu/h o 3,5 kW e per 50-60 mq si passa ad apparecchi da 18.000 Btu/h o 5 kW.

 

2) Valuta l’etichetta energetica

Dev’essere esposta per legge, e ti aiuterà a individuare 2 caratteristiche fondamentali:

· L’efficienza energetica
A parità di potenza, punta su modelli il cui indice di efficienza energetica stagionale per il funzionamento in raffrescamento (definito “SEER”) e il cui coefficiente di prestazione per il funzionamento in riscaldamento (detto “SCOP”) corrispondano alle classi più performanti A+++ o A++.

· La rumorosità
Chiedi al tecnico di fiducia o al rivenditore modelli la cui “pressione sonora” (quella che il nostro orecchio, di fatto, percepisce) sia pari a circa 19-21 decibel per l’unità interna e di circa 48-50 decibel per quella esterna. Se leggendo l’Energy Label noti dati più alti, è perché indica la “potenza sonora” cioè l’energia: basta chiedere spiegazioni al rivenditore.

 

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3) Rivolgiti a installatori qualificati

Lo sapevi che dal 2013
 i climatizzatori devono essere installati da personale qualificato con “Patentino Frigoristi” o da aziende iscritte al Registro nazionale FGas? Sincerati sempre di affidarti a personale esperto e autorizzato.

 

4) Usalo con criterio

L’errore più comune e meno salutare è quello di creare in casa l’effetto ghiacciaia. L’ideale sarebbe:

· mantenere la temperatura ambiente tra i 24 e i 27°C o, almeno, evitare che lo sbalzo termico tra l’interno e l’esterno della casa superi i 5/6°C;
· puntare a ridurre il tasso di umidità impostando la funzione “deumidificazione”. Anche se non si sente il tipico (immediato) refrigerio, in pochi minuti si può provare un sollievo nel percepire meno l’afa o il senso di caldo opprimente.

 

5) Last but not least: effettua la pulizia (stagionale) dei filtri

A inizio e fine stagione, ricordati di lavare i filtri a maglia dell’unità interna sotto un getto d’acqua corrente. Prima di rialloggiarli nella sede è bene anche trattare i circuiti interni con una soluzione sanificante in grado di contrastare i cattivi odori
 e di annientare gli agenti patogeni che proliferano all’interno dell’apparecchio.

Buona estate al fresco!

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