Archives for giugno 2018

Ventilazione meccanica controllata: la casa respira a pieni polmoni

Ventilazione meccanica controllata: la casa respira a pieni polmoni

Da oggi puoi effettuare un rigenerante ricambio d’aria nelle stanze… a finestre chiuse! Impossibile? Non con un impianto a ventilazione meccanica controllata, in grado di arieggiare la casa H24 senza disperdere energia, garantendo ambienti sani e privi di umidità.

 

Ora che abbiamo finalmente capito quanto sia importante isolare la nostra casa ai fini dell’efficienza energetica, non dobbiamo dimenticarci che in un ambiente così “sigillato” diventa ancora più importante garantire una buona ventilazione attraverso un corretto, calibrato, rigenerante e costante ricambio d’aria. Ricambio che, per mantenere efficiente l’impianto di climatizzazione 365 giorni all’anno e garantire comfort e benessere in casa H24, oggi può essere affidato a un efficace impianto di Ventilazione Meccanica Controllata con sistema di “recupero del calore” (comunemente detto VMC), in grado di provvedere a un continuo e monitorato ricambio d’aria pura e priva di correnti nei locali… tenendo le finestre chiuse, così che:

– da un lato l’impianto preleva ed espelle l’aria viziata e umida dai locali che necessitano maggiore ventilazione (come bagni, cucina, ripostigli e lavanderia);

– dall’altro apporta in casa aria pulita di rinnovo, introducendo aria fresca e filtrata nei locali maggiormente deputati al comfort e al benessere, come soggiorno e camere da letto.

Un doppio meccanismo virtuoso che porta a sua volta a una serie di benefici a cascata:

  1. smaltisce il vapore acqueo in eccesso che si crea a seguito di normali attività quotidiane, che altrimenti rischierebbe di provocare accumuli localizzati di umidità con la conseguente formazione di insalubri muffe;
  2. diluisce i micro-inquinanti che si annidano negli ambienti interni e che, statistiche alla mano, ormai possono essere da 3 a 5 volte più concentrati rispetto a quelli rilevati nello smog atmosferico;
  3. impedisce l’ingresso in casa di nuove micropolveri, gas nocivi, pollini e insetti dall’esterno (isolando anche dai rumori della strada). Il merito è dei potenti filtri di cui è dotato, in grado di bloccare ogni impurità.
  4. evita il verificarsi di dispersioni energetiche perché prima di venire espulsa all’esterno, l’aria interna viene convogliata in un dispositivo detto “scambiatore di calore” che ha il compito di pre-riscaldarla (d’inverno) o pre-raffrescarla (d’estate). Questo permette di recuperare dall’aria estratta mediamente il 90% dell’energia prodotta in casa, evitando così che venga dispersa. E in questo modo, l’aria di rinnovo fa sempre il suo ingresso negli ambienti a una temperatura adeguata a ogni stagione: mai troppo fredda d’inverno e mai troppo calda d’estate.

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Com’è fatto l’impianto di VMC?

Si distinguono 2 grandi categorie di impianti.

  1. L’impianto centralizzato (a doppio flusso d’aria), che assicura la ventilazione in ogni ambiente di casa grazie a una potente macchina di ventilazione (da posizionare in una zona di servizio) collegata a un doppio sistema di canalizzazioni inseribili in un controsoffitto. I doppi condotti, separati, sono deputati a regolare e a controllare l’immissione e l’estrazione dell’aria.
  2. L’impianto decentralizzato che, compatto e concepito per il rinnovo dell’aria nelle singole stanze, è l’ideale per abitazioni esistenti perché per l’installazione richiede solo la realizzazione di 1 o 2 fori passanti sulla muratura perimetrale e l’allacciamento a una presa elettrica, senza alcuna canalizzazione. Alcuni modelli di nuova generazione si sono arricchiti di funzionalità, potendo essere dotati anche di punti luce per illuminare l’ambiente e di casse acustiche wireless per diffondere musica… insieme all’aria nuova!

A chi rivolgersi

Affinché l’impianto di VMC risulti davvero efficiente è necessario che venga progettato e dimensionato correttamente, calcolando con attenzione la portata di ventilazione adatta alla propria abitazione secondo parametri specifici, affinché sia garantito un ricambio d’aria adeguato e continuo: affidati solo a professionisti abilitati o qualificati, come ingegneri e termotecnici che operano nel campo della riqualificazione energetica.

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Margherite in vaso: amiche di un’estate

Margherite in vaso: amiche di un’estate

M’ama o non m’ama? Semplici e allegre, le margherite ti regalano il buonumore e hanno un periodo di fioritura parecchio lungo: ti terranno compagnia fino a settembre. Ecco come curare le margherite in vaso.

 

Chi almeno una volta non ha provato strappare i petali chiedendosi “m’ama o non m’ama?”. La margherita è un fiore al femminile, dedicato alla dea Artemide, simboleggia la purezza e il candore della fanciullezza e rappresenta l’amore giovanile. Ne esistono centinaia di varietà, dalla classica dai petali bianchi a quelle gialle, rosa e rosse. Nasce spontanea in natura nei prati o come cespuglio, ma può essere coltivata sul balcone di casa regalando vivaci fioriture da maggio a settembre.


Prima di tutto, la scelta del vaso

Le margherite crescono meglio nei vasi di terracotta, che garantiscono il giusto ricambio con l’esterno e aiutano a mantenere la terra umida. Il vaso deve avere un diametro di almeno 18-20 cm e avere alla base un composto di argilla espansa di 5 cm per regolare il drenaggio dell’acqua. Le radici crescono rapidamente in lunghezza e quando fuoriescono dai buchi sul fondo del vaso, è giunto il momento per fare il rinvaso.


Posizione, innaffiatura e potatura

Nessun altro fiore ha bisogno di tanto sole quanto la margherita; per questo si adatta bene ai luoghi caldi e fiorisce anche in piena estate. Posiziona i vasi sul balcone assicurandoti che possano ricevere i raggi del sole almeno per 5 ore al giorno. Tanto sole, però, vuol dire anche tanta acqua. Ricordati di bagnare i vasi 2 volte al giorno, al mattino presto e alla sera, versando l’acqua lentamente, direttamente nel terreno. Nei periodi meno caldi, basta 1 volta al giorno o 3 volte la settimana sempre, in base alla temperatura esterna. Per stimolare la fioritura pratica la cimatura, ovvero la potatura della parte apicale dello stelo, usando forbici o cesoie senza esagerare (al massimo 5 cm).


Difendile dai parassiti

I nemici delle margherite si chiamano afidi o pidocchi, chiocciole e ragnetti rossi. Questi parassiti aggrediscono la pianta danneggiando sia le foglie, sia i fiori, bucandoli, macchiandoli  e deformandoli. Se invece vengono attaccate da un fungo, le piante seccheranno in breve tempo, senza alcun rimedio.

Nel caso dei pidocchi, si possono eliminare estirpando le parti colpite e trattando l’intera pianta con un antiparassitario povero d’azoto, mentre se ad insidiare le margherite sono le chiocciole, bisogna impedire che possano raggiungere la pianta. Un po’ di cenere o sabbia intorno alla pianta basterà per impedire alla chiocciola di strisciare.


Buone anche in cucina

Perché non usare le margherite per dare un tocco di vivacità e delicatezza ai tuoi piatti estivi? Per un’insalata ricca di colore, puoi usare i fiori interi e le foglie più fresche: le margherite infatti fanno parte dei fiori edibili ovvero adatti ad essere mangiati. Oppure puoi usarle per la decorazione di dolci e torte. Foglie e fiori essiccati, inoltre, possono essere usati per infusi con proprietà ricostituenti adatte anche ai bambini inappetenti. La tisana bevuta a digiuno, infatti, stimola l’appetito.

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La raccolta dell’acqua piovana: dal riciclo stagionale allo stoccaggio permanente

La raccolta dell’acqua piovana: dal riciclo stagionale allo stoccaggio permanente

L’acqua piovana può soddisfare metà dei nostri fabbisogni idrici che non comportano l’uso di acqua potabile, dall’irrigazione del giardino all’uso della lavatrice e allo scarico dei sanitari. Sei pronto a fare scorta di pioggia?

 

Lo sapevi che in molti paesi del Nord Europa i cittadini sono così attrezzati per raccogliere, accumulare e riusare migliaia di metri cubi di acqua piovana, tanto da approvvigionare… anche le caserme dei pompieri? Una sana abitudine da cui dovremmo prendere spunto anche in Italia! Oltre a far bene al Pianeta e alle nostre tasche, potrebbe infatti soddisfare anche più della metà dei nostri fabbisogni idrici che non richiedono l’uso di acqua potabile, ridimensionando gli esorbitanti consumi che, ancora oggi, si aggirano intorno ai 190-210 litri al giorno pro-capite. Vogliamo provarci e invertire marcia?

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Si può cominciare dal riciclo stagionale…

Se hai la fortuna di avere un giardino con tante piante da innaffiare, puoi raccogliere la pioggia in una cisterna, un mastello o una conca in bentonite (con una capacità di 400-800 litri) che devi collegare al tubo pluviale tramite un dispositivo “deviatore” dotato di un filtro a setaccio autopulente. Dispositivo semplicissimo da montare, che convoglierà l’acqua piovana direttamente nel contenitore. Se la cisterna o il contenitore non sono già provvisti di un rubinetto per il prelievo dell’acqua raccolta, ti servirà anche una “pompa a immersione” legata a un tubo di mandata e a una lancia o a un dispositivo per l’innaffiatura.


… e poi passare all’impianto fisso di stoccaggio

Grazie al sistema di stoccaggio permanente dell’acqua piovana potrai invece realizzare un vero e proprio impianto idrico parallelo da usare tutto l’anno. Ecco come si realizza: la pioggia che dal canale di gronda defluisce nel pluviale, viene convogliata verso un filtro a terra per passare pulita attraverso le tubazioni e finire in un serbatoio di raccolta interrato. La pioggia così filtrata e stoccata verrà prelevata solo quando serve da un’elettropompa che la convoglierà alle tubazioni collegate allo scarico dei sanitari, alla lavatrice e al lavatoio della lavanderia. Considera che un serbatoio da 10.000 litri per un tetto con superficie da 150-200 mq è adatto per gli usi idrici di una famiglia di 4 persone.

In questo modo, l’impianto idraulico di casa avrà 2 condutture distinte e nettamente separate: quella dell’acqua potabile e quella dell’acqua piovana. E se ci sono periodi di siccità, una centralina rifornisce temporaneamente la cisterna di stoccaggio con acqua potabile, più che altro per evitare che si formino cattivi odori a causa dell’acqua stagnante sul fondo del serbatoio. Occhio però: durante il periodo in cui la cisterna viene alimentata con acqua potabile, bisognerà comunque fare sempre attenzione a utilizzare l’impianto di riciclo solo per gli usi consentiti, mantenendo quindi come punti di prelievo il risciacquo dei sanitari, il lavaggio del bucato e l’innaffiatura del giardino e delle piante all’interno.


Quando conviene realizzare un impianto parallelo fisso 

Per capire quanto il sistema di raccolta, stoccaggio e riuso permanente dell’acqua piovana possa realmente convenire, è opportuno rivolgersi ai professionisti abilitati e/o ai tecnici qualificati messi a disposizione dalle aziende produttrici di tali impianti, i quali verificheranno a priori alcuni dati tecnici fondamentali, tra cui:

  1. la pendenza del tetto e il raggio idraulico del canale di gronda (cioè il rapporto tra la sua area e l’area della sezione che si bagna quando piove) che dovranno necessariamente garantire un ottimo scorrimento dell’acqua piovana.
  2. la piovosità annuale relativa alla propria zona di residenza, un dato che rileveranno moltiplicando i valori pluviometrici annuali della città per la superficie in mq del proprio tetto e per il coefficiente di rendimento delle acque meteoriche.

    Scommettiamo che al prossimo temporale guarderai il cielo con occhi diversi…?

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Hula hoop: 4 esercizi per dimagrire e divertirti!

Hula hoop: 4 esercizi per dimagrire e divertirti!

L’estate è ormai vicinissima, riscopri il gioco più divertente che ti ricorda la tua infanzia e ti regala benessere e forma fisica… per la prova costume! Ecco 4 semplici esercizi con l’hula hoop che puoi fare anche a casa, a ritmo di musica.

 

Chissà quante volte ci avrai giocato da bambina con le tue amiche! L’estate è l’occasione giusta per riscoprire l’hula hoop, un gioco tradizionale e facile da fare anche in casa, coinvolgendo magari i tuoi figli sul balcone, in giardino ma anche in salotto. Basta avere un sottofondo musicale che dia ritmo e allegria, per iniziare a bruciare calorie e tonificare i muscoli di addominali, braccia, glutei e cosce. Pronta? Per te, 4 facili esercizi.


Esercizio per addominali e glutei

Se non sei un’esperta, scegli un hula hoop in plastica da diametro ampio, tra 95 e 105 cm e dal peso leggero di circa 500 g, per passare a modelli più piccoli e pesanti quando diventerai bravissima.

Sistema l’hula hoop sui fianchi e metti un piede davanti all’altro; spingi con le braccia il cerchio in senso orario se sei destra, antiorario se sei mancina e accompagna il movimento con il bacino. Inizialmente, fai movimenti lenti e poi via via sempre più rapidi, per favorire la rotazione dell’hula hoop. Quando senti che l’hula hoop sta per cadere, prova a piegare le ginocchia e la schiena leggermente in avanti per riportarlo sui fianchi. Cerca di svolgere l’esercizio per 3-4 minuti e dopo una pausa di 30 secondi ripetilo per altre 3 volte. Senza alcuno sforzo sulla schiena, allenerai gli addominali e avrai un effetto tonificante per i glutei!

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Esercizio per i fianchi

Il movimento rotatorio del bacino descritto nell’esercizio precedente favorisce anche lo snellimento dei fianchi. Ma per ottenere risultati ancora più incisivi, dopo aver posizionato l’hula hoop sui fianchi, impugnalo con le braccia aperte e divarica le gambe. Fai dei piegamenti laterali mantenendo la schiena eretta, prima da un lato e poi dall’altro facendo 10 ripetizioni da 10 piegamenti l’una.


Esercizio per le gambe

Sempre partendo dalla posizione eretta, con l’hula hoop in vita, tienilo fermo impugnandolo con le mani in avanti e le braccia tese. Fai degli affondi portando prima una gamba e poi l’altra in avanti, facendo attenzione a non piegare troppo il ginocchio al di sotto dei 90 gradi. Fai delle ripetizioni di 10 affondi per gamba per 10 volte.

Leggi anche: Fare palestra in casa: salta con la corda per mantenerti in forma!

Esercizio per le braccia

Vuoi tonificare i muscoli delle braccia? L’hula hoop è perfetto anche per questo obiettivo! Fai roteare il cerchio ponendolo sopra al gomito sull’avambraccio e mantieni la rotazione per 2 minuti  senza fare pause, ma alternando il braccio destro a quello sinistro. Ne trarranno beneficio anche le spalle.

Dedica 10 minuti al giorno a questo attrezzo divertente ripetendo questi 4 esercizi e ti accorgerai che dopo pochi giorni riuscirai a muoverti con disinvoltura a ritmo di musica. Se ti appassioni puoi imparare molti altri esercizi seguendo questo video tutorial.

Con l’hula hoop divertimento e forma fisica sono garantiti, anche senza uscire di casa!

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Come prendersi cura della lavatrice e farla durare

Come prendersi cura della lavatrice e farla durare

I consigli per proteggere la lavatrice da malfunzionamenti, guasti e cattivi odori: dalla scelta del detersivo giusto al controllo del filtro di scarico, ecco cosa fare per farla funzionare bene e a lungo.

 

La lavatrice è tra gli elettrodomestici più utilizzati e va mantenuta in condizioni ideali per evitare che lo sporco si annidi al suo interno – salvo dire addio a un bucato pulito e profumato – e per ridurre il rischio di guasti. Una lavatrice che si blocca o, peggio, perde acqua è un inconveniente non da poco, anche per le nostre tasche! Ecco qualche trucco per farla lavorare senza intoppi e il più a lungo possibile: scegli il detersivo appropriato, usa i rimedi della nonna, fai attenzione al carico e pulisci il filtro.


La scelta del detersivo giusto

I prodotti chimici per il bucato possono lasciare depositi che nel tempo danneggiano la tua lavatrice. Meglio non abbondare e preferire saponi biodegradabili e di origine naturale: dosa correttamente il detersivo in proporzione alla quantità di panni nel cestello. Il detersivo liquido lascia meno tracce ed è preferibile per capi colorati, sintetici, delicati, poco sporchi e per lavaggi brevi. Utilizza quello in polvere solo per lo sporco ostinato e lavaggi lunghi, perché tende a rilasciare residui.


Attenzione a cosa metti nel cestello

Controlla le tasche degli abiti prima di avviare il lavaggio: monete e altri oggetti possono provocare danni. Non azionare l’apparecchio con pochi indumenti da lavare, se la lavatrice non lavora a pieno carico, rischi che il cestello si ovalizzi. Ugualmente, non stiparla troppo, soprattutto di tessuti che trattengono acqua come la spugna: il peso del bucato sarebbe eccessivo in fase di centrifuga e rischieresti la rottura delle parti meccaniche.
Per problemi di una certa entità, per esempio con guarnizione, cinghia di trasmissione e resistenza, meglio affidarsi a un tecnico qualificato.

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I rimedi naturali fanno bene a bucato e lavatrice

Aggiungi un cucchiaio di bicarbonato nella vaschetta col detersivo per potenziarne l’azione sbiancante o mezzo bicchiere di aceto bianco per aumentarne il potere pulente, tranne che per i capi delicati. Entrambi i rimedi – che fungono anche da ammorbidente – igienizzano il cestello e contrastano la formazione di calcare, il nemico numero uno della lavatrice.

Ogni 2 mesi, usa l’aceto bianco (2 bicchieri in vaschetta) anche per effettuare un ciclo igienizzante a vuoto e, terminato il lavaggio del cestello, lascia l’oblò aperto perché si arieggi. Utilizza una soluzione di acqua calda e aceto o bicarbonato per pulire – strofinando bene con spugna e/o spazzolino – sia la vaschetta che l’interno della guarnizione di gomma, dove si annidano muffe. Ultimate le pulizie, asciuga con un panno.


Pulizia del filtro di scarico

Per una corretta manutenzione della lavatrice segui le istruzioni del manuale d’uso. È fondamentale controllare il filtro di scarico ogni 2 mesi. Normalmente si trova nella parte frontale e bassa dell’apparecchio, protetto da uno sportellino. Posiziona sotto un recipiente (per le fuoriuscite d’acqua) e, a lavatrice spenta, svitalo, elimina le eventuali fibre e i detriti e poi riavvitalo. Con questi semplici accorgimenti, la tua lavatrice durerà di più!

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Cameretta hi-tech: bimbi al sicuro

Cameretta hi-tech: bimbi al sicuro

Occhi e orecchie sempre accese, per controllare il tuo bambino quando riposa nella sua cameretta: ecco le soluzioni tecnologiche per il monitoraggio del sonno, l’ascolto e la visione di quello che succede quando sei in un’altra stanza.

 

Hai figli piccoli? Allora probabilmente la tua casa è già a misura di bambino. Per garantirti ancora più serenità, puoi scegliere soluzioni smart per la cameretta dei bimbi: i baby monitor intelligenti ti permettono non solo di ascoltare il loro respiro mentre dormono, ma anche di osservarli, e tutto attraverso la rete Wi-fi e app dedicate sul tuo smartphone. I bambini stanno tranquilli nei loro lettini – oppure, se sono più grandicelli, insieme ai loro giochi – e tu, grazie alla tecnologia, ti risparmi inutili ansie quando non sei nella loro stanza.


Cos’è un baby monitor?

Un baby monitor tradizionale è costituito da 2 apparecchi e funziona un po’ come un walkie talkie: uno dei dispositivi viene collocato in prossimità del bambino, solitamente vicino al suo letto, e, via segnale radio, trasmette all’altro – che sta a portata del genitore – suoni e rumori prodotti dal piccolo. Papà e mamma, anche se a distanza, possono controllare la qualità del sonno dei figli e, in generale, sentire se nella cameretta è tutto a posto.


Baby monitor audio

Il baby monitor audio, che trasmette il solo suono, è la scelta classica e ne esistono centinaia di modelli in commercio: a trasmissione analogica, digitale, a 2 vie (il genitore può fare sentire la propria voce al bambino), con spie luminose che segnalano anche visivamente i rumori sospetti e perfino varianti corredate di un sensore di movimento da mettere nel lettino.


Baby monitor audio-video

L’evoluzione di questi apparecchi è continua: i baby monitor audio-video, in particolare, hanno un trasmettitore con apposita videocamera per bambini incorporata e un ricevitore dotato di schermo. È possibile  dunque non solo ascoltare il bimbo, ma pure vederlo (anche al buio, se il monitor è dotato di tecnologia infrarossi).
L’ampia e variegata offerta ti confonde? Per orientarti nell’acquisto, ecco i migliori baby monitor del 2018.


Videocamere per bambini: il futuro è smart

C’è un’ulteriore evoluzione, poi, nel mercato nei sistemi di monitoraggio del sonno e videosorveglianza delle camerette per bambini. Oggi esistono monitor per bimbi che comunicano attraverso la rete Wi-fi domestica con apposite app installate sullo smartphone o sul tablet del genitore. In pratica, il tuo dispositivo mobile si trasforma in unità ricevente del baby monitor.


I baby monitor intelligenti e connessi in commercio

Qualche esempio? MBP854S e MBP662CONNECT di Motorola ti permettono di servirti sia del video monitor in dotazione che dei tuoi apparecchi mobili e del computer per ricevere le immagini. Avent SCD860/26, prodotto da Philips, integra – tra le altre funzioni – il controllo della temperatura e dell’umidità nella stanza di tuo figlio, una luce notturna multicolore per favorire il sonno e una gamma di ninna nanne, controllate in remoto dalla app e riprodotte dall’unità posizionata nella stanza. I bimbi sono così al sicuro e tu… più sereno!

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6 ottime ragioni per spegnere la luce

6 ottime ragioni per spegnere la luce

Giugno è il mese più luminoso dell’anno, con le giornate più lunghe: prova a non accendere nessuna luce di casa fino a tarda sera e scoprirai tutti i vantaggi della luce naturale sul tuo umore, sulla tua concentrazione e anche sulla tua vita di coppia! Con un risparmio in bolletta.

 

La luce e il buio sono fondamentali per regolare il ritmo circadiano, l’orologio interno del nostro organismo che sincronizza i bisogni fisiologici. L’eccessiva esposizione alla luce artificiale durante l’inverno ha mandato in tilt il nostro bioritmo, influenzando l’umore e il sonno e lasciandoci una sensazione di stanchezza. Approfitta dunque di questo periodo per ritrovare il tuo equilibrio: seguendo il corso della luce naturale, ne trarrà beneficio anche il tuo portafoglio. Vediamo come!


1. Luci spente, bolletta più leggera

Il primo vantaggio che otterrai nel tenere spenta la luce è il risparmio sulla bolletta, infatti secondo i dati forniti dall’Enea, circa l’ 80% del consumo totale di energia elettrica nel settore domestico è dovuto all’illuminazione.
Per illuminare un ambiente di media grandezza (20 metri quadrati) come una cucina o una camera da letto occorrono 250 watt. Il costo medio in bolletta dell’energia elettrica è di 0,20 Kw/h comprensivo di spese e iva, per cui rinunciare ad accendere la luce in cucina per 4 ore al giorno, ad esempio, ti farà risparmiare circa 6 euro al mese.

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2. Svegliarsi con la luce del sole

A giugno il sole sorge intorno alle 5.30 e tramonta alle 21.00 circa. Se la tua sveglia è puntata tra le 6.00 e le 7.00, lascia le tapparelle aperte e sarà la luce tenue dell’alba a darti il buongiorno. Non c’è modo migliore per cominciare la giornata e non avrai bisogno di accendere nessuna luce artificiale.


3. Vivere in un ambiente luminoso

Se la stanza preferita della tua casa ha finestre ampie, indipendentemente dalla loro esposizione, per tutto il mese di giugno (e oltre) avrai luce naturale garantita fino a sera. Prova a non accendere la luce e ti accorgerai che questo favorirà la tua concentrazione se devi lavorare, leggere o aiutare tuo figlio a studiare.


4. Pranzo all’aperto

Il clima e le temperature di giugno si sposano perfettamente con la vita all’aria aperta! L’esposizione alla luce del sole favorisce la produzione di vitamina D, essenziale per rinforzare le ossa e aumentare le nostre difese immunitarie. Ci sentiamo più in forma e più felici perché la luce naturale agisce sul nostro stato d’animo facendo diminuire stress e cattivo umore. Basta trascorrere l’ora di pranzo all’aria aperta, magari apparecchiando la tavola in terrazzo o in giardino, oppure fare una passeggiata dopo pranzo, per un pieno di luce ed energia positiva.


5. Cena a lume di candela

Approfitta della luce del sole anche nelle ore serali, puoi cenare fino alle 20.00 circa senza il bisogno di accendere la luce artificiale. Sposta il tavolo da pranzo vicino alla finestra, apri le tende e lascia entrare la luce del crepuscolo; se vuoi dare un tocco di romanticismo all’ambiente, ti basterà il lume di una candela. La luce della sera che viene dall’esterno, poi, ti invoglierà a uscire dopo cena per goderti il tramonto!


6. Luce naturale ed eros

Anche la vita di coppia beneficerà della luce naturale assimilata durante la giornata. L’aumento della vitamina D, infatti, influisce anche nella produzione del testosterone, l’ormone della virilità maschile. Gli uomini in particolare saranno quindi più “sensibili” in questo periodo dell’anno agli stimoli dell’eros. Pronti dunque a passare notti romantiche con il vostro partner (rigorosamente a luci spente)?

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Condizionatore: la manutenzione prima dell’estate

Condizionatore: la manutenzione prima dell’estate

Le temperature sono in aumento e se hai un condizionatore (o un climatizzatore) probabilmente lo stai per accendere. Prima di tutto, accertati che l’impianto funzioni correttamente: a partire dalla pulizia dei filtri, ecco cosa fare prima dell’avvio.

 

L’estate è in arrivo, insieme all’amato e odiato caldo stagionale! Un impianto di climatizzazione che raffresca casa è la soluzione ideale per non patire temperature roventi tra le mura domestiche. Pronto ad avviare l’aria condizionata? Prima però non dimenticarti della manutenzione di condizionatori e climatizzatori, grazie a cui puoi scongiurare un blocco improvviso – che ti priverebbe della frescura – garantendoti efficienza energetica, consumi equi e un’aria salubre. Pulisci o sostituisci i filtri, controlla che l’unità esterna non sia intasata e affidati all’assistenza tecnica per eventuali interventi di riparazione: seguendo questi semplici consigli, potrai goderti il fresco in serenità.

Prima di iniziare, facciamo chiarezza sui termini: il climatizzatore, a differenza del condizionatore, può anche riscaldare l’ambiente e deumidificare. Per semplicità, utilizzeremo il solo termine “condizionatore”, ma i suggerimenti per la pulizia e la manutenzione valgono per entrambi gli impianti.


Quando pulire i filtri dell’aria dei condizionatori

Per avere un raffrescamento ottimale e aria pulita, verifica anzitutto lo stato dei filtri dell’unità interna, cioè la parte di condizionatore collocata dentro casa: è qui che si annidano polveri – che fanno da tappo impedendo al tuo apparecchio di funzionare a pieno regime – e batteri. I comuni filtri a maglie vanno puliti sicuramente prima di accendere i condizionatori, ma anche più volte nel corso dell’estate in caso ne facessi un uso intenso (indicativamente ogni mese), mentre per i filtri a carboni attivi non è necessaria la pulizia poiché vanno direttamente sostituiti al cambio di stagione.

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Come pulire i filtri a maglie

Come fare la pulizia dei filtri a maglie? Solleva o rimuovi il coperchio dello split (l’unità interna) ed estrai il filtro (o i filtri) dall’alloggio: consulta il manuale se hai dubbi sulla collocazione. Dopodiché lavalo sotto acqua corrente con poco sapone di Marsiglia e risciacqua accuratamente. Fallo poi asciugare bene in un luogo fresco e al chiuso dove non raccolga sporcizia. Una volta che si sarà perfettamente asciugato, potrai rialloggiarlo nella sua sede. Se noti che è incrostato o rovinato, meglio sostituirlo!


Pulizia dell’unità esterna per l’aria condizionata

L’unità esterna è il pezzo che sta al di fuori del tuo appartamento ed è priva di filtri, pertanto è più soggetta a ostruzioni. Ricorda che è buona prassi proteggere il blocco con una copertura adeguata durante il periodo di inattività. In ogni caso, prima di rimettere in funzione il condizionatore e se l’unità ti è accessibile, elimina con un pennello la polvere, le foglie e quant’altro si fosse depositato sulla griglia di protezione. Controlla inoltre che griglia e cavi esterni siano integri.


Per la manutenzione specializzata, affidati a un tecnico

Se, messo in funzione l’apparecchio, ti accorgi che non raffresca gli ambienti come dovrebbe o senti cattivo odore nell’aria, rivolgiti a un artigiano specializzato. In generale, per uso domestico non ci sono obblighi di legge sulla manutenzione periodica dei condizionatori, ma il manuale che l’installatore ti ha consegnato al momento del montaggio ti indica ogni quanto tempo è utile fare un controllo sull’impianto e sul livello del refrigerante: se ci fossero perdite, il rendimento del condizionatore calerebbe e i consumi sarebbero maggiori. Affidati dunque a un professionista per assicurarti una piacevole frescura e bollette senza brutte sorprese!

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Le storie di Assistenza Casa – Blocco della caldaia, che fare?

Le storie di Assistenza Casa – Blocco della caldaia, che fare?

Danilo Conti
Termotecnico
58 anni

Da oltre 2 anni lavora per Assistenza Casa tra Lombardia e Piemonte

Il guasto

La caldaia di Stanislao è in blocco e non ne vuole sapere di ripartire

La soluzione

Rilevata una perdita sul circuito idraulico, Danilo risolve il guasto in 2 ore

Il Cliente
Stanislao Picone, 71 anni, pensionato di Bussero (città metropolitana di Milano)
Ha scelto Manutenzione Caldaia come piano di protezione per la sua casa

Caldaia in blocco? È successo a Stanislao, pensionato di 71 anni.
Danilo, uno dei 1.400 artigiani di Assistenza Casa, ha risolto il guasto il giorno successivo alla richiesta di intervento e in appena 2 ore. Ecco i loro racconti.

 

SOS CENTRALE OPERATIVA

Stanislao Picone vive a Bussero, nella città metropolitana di Milano, in un condominio di 12 famiglie. A inizio marzo si ritrova di colpo senza riscaldamento e acqua calda e a nulla valgono i tentativi di resettare la sua caldaia. Un bel guaio insomma, ma durato poco. “Mia figlia ha chiamato per mio conto Assistenza Casa – racconta Stanislao – e il giorno stesso mi hanno ricontattato per fissare il sopralluogo. Federica, della Centrale Operativa di Assistenza Casa, mi ha chiesto se il giorno dopo alle 8 poteva andare bene: eccome! In passato ho avuto esperienze con altri manutentori, ma si presentavano dopo 3 giorni… In questo caso è stata davvero una bellissima sorpresa”. Intanto Danilo, il termotecnico allertato da Federica subito dopo la chiamata, è pronto a intervenire il mattino seguente.

INTERVENTO IN UN LAMPO

L’indomani mattina alle 8 Stanislao riceve a casa sua Danilo. “La caldaia aveva la spia d’emergenza che segnalava un guasto – spiega Danilo – ed era in blocco. L’ho aperta, come da prassi ho fotografato lo stato dell’interno, e, dopo le verifiche necessarie, ho riscontrato una perdita sul circuito idraulico, che comportava appunto il blocco”. Stanislao lo osserva incuriosito mentre smonta e rimonta i pezzi: “Ha individuato la fonte del problema ed è intervenuto di conseguenza”.

PROBLEMA RISOLTO!

Danilo controlla anche tenuta gas, esalazione dei prodotti di combustione e stato della canna fumaria condominiale. Poi ripara la perdita: “Può capitare che, per fenomeni di dilatazione, dei raccordi abbiano un allentamento nella chiusura, quindi è stato necessario serrarli”. Per finire Danilo fa una pulizia generale dell’apparecchio.
Tutto è in ordine e già alle 10 la caldaia torna a funzionare normalmente, con grande soddisfazione di Stanislao: “Problema risolto con professionalità e in tempi rapidissimi. Servizio davvero ottimo!”.

I CONSIGLI DELL’ARTIGIANO

Quali sono i motivi più frequenti di blocco della caldaia? Danilo racconta che “il 50% dei casi è determinato dalla mancanza di manutenzione della macchina. Spesso troviamo caldaie in stato d’abbandono, con elettrodi consumati, sensori che non sentono la fiamma, scambiatori ostruiti o molto sporchi che non consentono più un corretto funzionamento. Oppure una caldaia si blocca perché molto vecchia: dopo 10, 15 o addirittura 20 anni è normale l’usura dei suoi componenti interni. La manutenzione non solo è consigliata, ma è anche prevista dalla normativa”.

Cosa fare dunque se la caldaia va in blocco? Se la spia d’emergenza si accende e non senti odore di gas puoi tentare un reset dell’apparecchio, che talvolta è risolutivo, per esempio se c’è stato uno sbalzo di corrente a cui la caldaia è sensibile. Altrimenti chiama il tuo manutentore. Danilo suggerisce di “tenere sempre a portata di mano il manuale della caldaia. Non va buttato via! E potrebbe essere utile per una rapida assistenza telefonica”.

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