Archives for maggio 2018

Tutela Simile: il contratto di energia… “vigilato”

Tutela Simile: il contratto di energia… “vigilato”

Tra poco più di un anno il mercato dell’energia elettrica sarà definitivamente libero. Per comprenderne anticipatamente i meccanismi possiamo stipulare un contratto annuale denominato “Tutela Simile”. Vediamo cos’è e come funziona.

 

Fissa la data: il 1° luglio 2019 entreremo a tutti gli effetti in regime di mercato libero, per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica. Un cambiamento epocale che, mettendo fine all’odierno mercato energetico a 2 segmenti (quello tutelato e quello liberalizzato), abolisce il servizio di “Maggior Tutela”, il regime tariffario nazionale garantito da prezzi fissati e aggiornati ogni 3 mesi dall’Autorità per l’Energia elettrica il Gas e il Sistema idrico (AEEGSI) e scelto ancora oggi dal 68% delle famiglie italiane. Questo vuol dire che milioni di cittadini fra poco più di un anno saranno costretti a valutare le offerte dei vari gestori presenti sul mercato libero, nella speranza di capire quale si adatta maggiormente alle proprie esigenze.


La Tutela Simile: un aiuto in questo periodo di transizione

Proprio perché i dubbi saranno tanti, per traghettare verso il mercato libero i clienti ancora in regime di Maggior Tutela e metterli così in grado di comprendere i meccanismi per scegliere consapevolmente il proprio fornitore, l’Autorità ha introdotto un “contratto ponte” protetto denominato “Tutela Simile”. Un contratto dalle seguenti caratteristiche:

  1. si tratta di una fornitura transitoria e trasparente della durata massima di 12 mesi non rinnovabile che, grazie a una negoziazione sorvegliata da parte dell’AEEGSI, permette al cliente finale di individuare l’offerta preferita tra quelle di fornitori scelti dall’Autorità garante;
    2. i prezzi e le caratteristiche delle offerte sono presentati in modo da essere comparabili tra loro e con quelli del contratto di Maggior Tutela, così che il cliente abbia la possibilità di “testare” il mercato libero con la tranquillità di sapere che il tutto è vigilato dall’Autorità;
    3. la sottoscrizione alla Tutela Simile, del tutto volontaria e, per questioni di tempo ormai, attivabile solo fino al 30 giugno 2018, si effettua con una semplice iscrizione online (www.portaletutelasimile.it) tramite la sezione “Offerte”, dove sono raccolte le proposte dei venditori accreditati che l’utente può sottoscrivere, sotto forma di contratti a distanza, senza intermediazione. Sul sito c’è anche la possibilità di accedere alla Tutela Simile mediante l’intermediazione di soggetti “facilitatori” (già accreditati presso l’Autorità stessa);
    4. chi stipula il contratto avrà diritto a un bonus/sconto una tantum che, diverso da fornitore a fornitore, verrà poi applicato nella prima bolletta.
  2. entro il terzo mese antecedente la scadenza del contratto, il fornitore invia all’utente una comunicazione specificando la data di termine del contratto e la possibilità di aderire a un’offerta del mercato libero dello stesso venditore o di un altro liberamente scelto. Trascorsi 12 mesi, il consumatore può quindi rimanere con il medesimo fornitore (aderendo però a un’offerta concorrenziale del mercato libero) oppure sceglierne un nuovo, sempre nel mercato libero. Qualora non si effettui alcuna scelta, lo stesso fornitore che si ha nella Tutela Simile cambierà il contratto applicando le proprie condizioni contrattuali ed economiche tipiche del suo servizio attivo nel mercato libero.

Vuoi un’alternativa alla Tutela Simile?

Lo sapevi che per agevolare il passaggio al mercato libero dal 1° marzo 2018 tutti i venditori di elettricità (ma anche di gas) hanno dovuto inserire tra le proprie proposte commerciali un nuovo tipo di offerte denominate PLACET (acronimo di “Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela”)? Si tratta di offerte con prezzi determinati liberamente dal venditore (con tariffe a prezzo fisso o a prezzo variabile) ma a condizioni contrattuali uniformi e definite dall’Autorità, che hanno lo scopo di garantire la massima trasparenza per guidare i clienti verso una decisione informata e consapevole.
A te la scelta…

E in caso di guasti?

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Come rinnovare e arredare casa con l’aiuto delle app

Come rinnovare e arredare casa con l’aiuto delle app

Stai pensando di dare un nuovo look ai tuoi spazi domestici? Scopri le applicazioni che ti permettono di simulare l’effetto finale su computer o dispositivi mobili, così da evitare errori grossolani.

 

È tempo di cambiare l’aspetto della tua casa: ridipingere le pareti, spostare o sostituire i mobili, magari posare il parquet in alcune stanze; oppure hai comprato casa, ultimato la ristrutturazione e ora la devi arredare da zero. Chi ha traslocato molte volte sa bene che gli errori estetici o di misurazione sono sempre dietro l’angolo: un bel colore carico che però si rivela poco azzeccato per una camera piccola, o un mobile che è troppo lungo, largo o alto per il posto in cui avevi pensato di metterlo. Succede! Ma oggi puoi progettare il nuovo arredamento o il suo rinnovo servendoti di comode applicazioni che ti danno un’anteprima realistica del risultato: abbiamo selezionato quelle completamente gratuite, pronte a darti una mano.

Leggi anche: Come scovare arredo vintage per la casa

Domus Planner, come arredare casa online

Domus Planner è un’applicazione web, non devi quindi scaricare e installare software. Puoi disegnare la tua planimetria e, virtualmente, creare pavimenti e pareti, inserire finestre e porte, scegliere materiali, colori e popolare la casa con mobili e complementi. Gli elementi d’arredo presenti nell’archivio “libreria” (letti, divani, sedie, poltrone, tappeti, ecc.) possono essere trascinati e poi rilasciati nel tuo documento di lavoro, ridimensionati, ruotati e spostati: la tua casa prenderà forma online e troverai così le soluzioni migliori per garantirti il top della funzionalità!


Homestyler, progetta la casa dei sogni

Anche Homestyler è un’applicazione web, ma è inoltre disponibile per iOS e Android in caso volessi dedicarti alla progettazione dal tuo dispositivo mobile: puoi scattare la foto di una stanza, modificarne l’arredo inserendo oggetti tridimensionali e plasmarla secondo il tuo gusto. Con Homestyler visualizzi tutto in 3D: l’effetto è notevole perché puoi muoverti all’interno dell’ambiente che crei e sperimentare lo spazio che stai ideando, decorabile con prodotti realmente esistenti, cioè modelli di tavoli o lampade, per esempio, commercializzati dalle più note aziende di design. Con un click, poi, è possibile esportare disegni 2D professionali.


Sweet Home 3D, un video della tua nuova casa

Un altro strumento che ti consente di riprodurre la tua planimetria, testare i colori sulle pareti, la disposizione dei mobili e molto altro è Sweet Home 3D, che puoi usare come applicazione web o scaricare e installare sul computer. Ti consente di disporre al meglio mobilio e complementi d’arredo su una pianta bidimensionale suddivisa per camere e navigare poi nei vari ambienti in modalità tridimensionale. Finita la progettazione, puoi creare un video 3D di visita virtuale alla tua casa ideale!

Le applicazioni per arredare e ristrutturare casa ti evitano tante preoccupazioni e l’acquisto di litri di pittura non indovinata o ingombranti mobili inservibili: se non sai bene come utilizzare questi strumenti, consulta i tutorial che ogni sito ha e divertiti con l’interior design!

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Acqua del rubinetto: 5 buoni motivi per berla

Acqua del rubinetto: 5 buoni motivi per berla

È sicura, ti fa risparmiare e fa bene all’ambiente. Ecco quali sono i falsi miti da sfatare per chi pensa che l’acqua minerale in bottiglia sia più salutare.

 

Più del 70% delle famiglie italiane beve acqua del rubinetto, tuttavia la spesa media mensile per l’acquisto di acqua minerale è di 10,75 euro, in crescita rispetto agli anni precedenti: questi i dati dell’Istat riferiti al 2017. La diffusione dei chioschi e delle casette dell’acqua in numerosi comuni ha sicuramente invogliato al consumo dell’acqua pubblica, ma ancora non c’è fiducia da parte di tutti a bere l’acqua del rubinetto. Ecco le sue 5 virtù.


1.L’acqua del rubinetto è salutare

Un falso mito è che l’acqua in bottiglia sia più salutare di quella del rubinetto. Anche l’acqua pubblica per l’85% ha origine da falde sotterranee, è oligominerale – ovvero contiene pochi sali minerali – ed è povera di sodio. Inoltre, è ricca di calcio e magnesio, sostanze fondamentali per le ossa, presenti in quantità variabili e comunque non dannose per il nostro organismo.

La presenza di cloro non deve preoccupare, anzi, l’acqua del rubinetto è microbiologicamente sicura proprio perché trattata con il cloro.


2.L’acqua del rubinetto è controllata

Ancora una famiglia su 3 non si fida a bere l’acqua del rubinetto, forse perché non adeguatamente informata sui costanti monitoraggi delle Asl locali che da oggi, grazie a una recente proposta della Commissione Europea, saranno ancora più frequenti e accurati.

In realtà, si tratta di un’acqua controllata periodicamente e con estrema attenzione; gli standard a cui deve rispondere l’acqua potabile di falda sono elevati. Le eccezioni però, ci sono: fare una ricerca online – i dati, relativi all’analisi dell’acqua sono pubblici e disponibili per ogni comune – può essere una buona idea per sentirsi più sicuri.


3.L’acqua del rubinetto è buona

Il sapore dell’acqua è dato dalla quantità di minerali in essa contenuti sempre nei limiti di legge e senza alcun pericolo per la nostra salute. Se l’acqua di rubinetto non ha un buon odore, basta lasciarla decantare per qualche ora in una caraffa per favorire l’evaporazione del cloro, oppure puoi installare un semplice filtro a carboni attivi che è in grado di trattenere le particelle responsabili di odori e sapori poco piacevoli.


4.L’acqua del rubinetto è economica

Ciascuno di noi consuma all’anno 156 metri cubi di acqua per uso domestico più di ogni altro cittadino europeo e siamo al primo posto anche nel consumo di acqua minerale, che ha un costo circa 500 volte più alto rispetto all’acqua del rubinetto. Bevendo acqua del rubinetto si può risparmiare in media 10,75 euro sulla spesa mensile (senza contare i benefici per la schiena, che non dovrà più sopportare il peso del trasporto!).


5.L’acqua del rubinetto fa bene all’ambiente

In Italia vengono acquistate circa 8 miliardi di bottiglie di plastica da 1,5 litri con un impatto ambientale molto alto dato il consumo di petrolio nella produzione, l’inquinamento dovuto al trasporto su gomma e la quantità di rifiuti prodotti.

La sensibilità ecologista purtroppo sembra ancora bassa: tra coloro che hanno scelto di preferire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia, infatti, soltanto 11% ha dichiarato di farlo per motivi ambientali.

Scegliendo di bere acqua del rubinetto ciascuno di noi può contribuire a ridurre sensibilmente l’impatto ambientale sul nostro Pianeta.

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Il tuo bagno è smart?

Il tuo bagno è smart?

Scopri le ultime novità tecnologiche per il bagno, che ti garantiscono benessere e sicurezza: dallo specchio alleato della tua bellezza al rilevatore di perdite d’acqua, fino alla bilancia intelligente.

 

Il bagno è la stanza per eccellenza dove prendersi cura di sé e le applicazioni di domotica e IoT sono arrivate anche qui, per assicurarti il top del comfort e della serenità. Il mercato attuale offre ormai svariati accessori tecnologici per personalizzare il bagno (specchio, bilancia, spazzolino intelligenti) e sistemi che garantiscono il massimo della sicurezza, come i rilevatori di perdite d’acqua. Ecco una rassegna dei prodotti disponibili.


Specchio smart delle mie brame…

Composto da un display LCD con fotocamera, sensori di movimento per impartire comandi e software capace di analizzare le imperfezioni cutanee, HiMirror è uno specchio che ogni giorno ti scatta una foto, analizza nell’immediato e nel lungo periodo la comparsa di rughe o brufoli e ti offre consigli su come intervenire e prenderti cura della tua pelle. Tramite l’app dedicata, tutti i dati vengono memorizzati sul tuo smartphone per essere accessibili anche in mobilità.
Notte brava e occhi segnati? HiMirror ti mostra tutorial vari per correre subito ai ripari!


Lo spazzolino che ti dice come curare i denti

Nella casa contemporanea lo spazzolino diventa ipertecnologico: è dotato di sensori, si connette via Bluetooth e grazie all’app ti dice se stai curando bene la tua igiene orale. Hai lavato i denti a sufficienza? Esercitato la corretta pressione? Usare uno spazzolino smart è un po’ come avere il dentista in casa che ti dà i giusti consigli in tempo reale. Da provare, la serie di spazzolini connessi di Oral-B, leader di settore.


Rilevatori di perdite d’acqua per la sicurezza

Nel bagno tecnologico non possono mancare poi i dispositivi di sicurezza che lo proteggano da perdite d’acqua, quando sei in casa e, soprattutto, se ti allontani per un po’ di tempo. La soluzione arriva da Honeywell e Grohe: il rilevatore Wi-Fi Lyric W1 e il sensore intelligente Sense emettono un segnale acustico se riscontrano problemi e ti avvisano subito sul cellulare in caso fossi fuori. Un tempestivo intervento risulta infatti cruciale per evitare allagamenti e proteggere il tuo bagno da gelo e umidità.

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La bilancia che controlla la forma fisica

Tra gli accessori connessi e intelligenti del bagno, la bilancia smart è quello più affermato sul mercato e infatti è prodotta da molte aziende. Non si limita a pesare ma fa molto di più: rileva e monitora altri indici corporei oltre al peso, quali massa grassa, massa magra e percentuale di acqua. Lo fa grazie alla tecnologia impedenziometrica e ad apposite applicazioni che la connettono via Wi-Fi e/o Bluetooth con lo smartphone e il tablet. L’impedenziometria determina la composizione corporea sfruttando la corrente elettrica: in breve, si sale sulla pedana dotata di elettrodi, la corrente a bassissima intensità passa nel corpo e, sulla base della reazione che i tessuti hanno al suo passaggio, la bilancia misura l’indice di massa corporea e altri valori utili, che saranno trasmessi via app al tuo dispositivo mobile e organizzati in grafici e storici. Potrai così tenere sotto controllo la tua forma fisica nel tempo.

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Fare palestra in casa: salta con la corda per mantenerti in forma!

Fare palestra in casa: salta con la corda per mantenerti in forma!

Per praticare sport quando sei a casa non c’è bisogno di attrezzi ingombranti, basta una corda per saltare. Benefici per il corpo, divertimento e benessere sono assicurati: ecco 3 esercizi adatti a tutti da fare anche in salotto.

 

Saltare con la corda aumenta la resistenza, è un toccasana per la circolazione sanguigna e rafforza il cuore, ti tonifica senza ingrossare la muscolatura e brucia il doppio delle calorie rispetto alla corsa: 200 circa ogni 15 minuti. Inoltre, gli esercizi con la corda migliorano la postura, l’equilibrio e la coordinazione. Devi stare concentrato per eseguire il salto – così sgombri la mente dai pensieri -, ma allo stesso tempo puoi accompagnarti con la tua musica preferita e divertirti! Ecco come.


Allenamento con la corda: una sana abitudine

Cosa aspetti a comprare una corda e saltare come Rocky? Un quarto d’ora di esercizi per 3 volte alla settimana ti rimetterà – o terrà – in forma! Se non sei pratico, prima di iniziare fai dei saltelli sul posto, senza attrezzo, per scaldarti e abituarti al movimento, poi allenati 5 minuti la prima settimana, 10 la seconda e infine 15 la terza e poi prosegui con costanza.

 

Come saltare con la corda?

Anzitutto regola la lunghezza della corda: blocca il suo punto di mezzo sotto ai piedi uniti, porta i manici all’altezza delle ascelle e controlla che sia tesa: se non lo è, accorciala. Tieni una postura dritta, spalle basse, pancia indentro, gomiti vicino al corpo e avambracci a quasi 90 gradi rispetto alle braccia, mani – che impugnano saldamente le manopole – leggermente in avanti rispetto al bacino. Ricorda di mettere scarpe da ginnastica e di consultare il tuo medico se hai problemi alle articolazioni; le donne devono indossare un reggiseno sportivo adeguato.

Leggi anche: In forma con gli elastici, alleati dei tuoi muscoli

Esercizio #1 – Saltello con i piedi uniti

Sei pronto: corda dietro ai talloni, falla girare sopra la testa e poi sotto ai piedi con il solo movimento circolatorio dei polsi e… Salta! Rigorosamente sulle punte, mantieni gambe sciolte e molleggiate ed evita di scalciare all’indietro: a ogni giro di corda corrisponde un salto a piedi uniti. All’inizio facilmente inciamperai, ma non desistere: col tempo diventerai abile e potrai anche aumentare la velocità. Saltella per 30 secondi, per altrettanti prendi fiato e procedi per 5 minuti. Per indicazioni ulteriori, ecco un tutorial per principianti.


Esercizio #2 – Salto a piedi alternati

Dopo una settimana, aggiungi un secondo esercizio. Alterna il piede con cui salti la corda: sinistro, destro, sinistro, destro, e così via. Fai 30 secondi di attività e 30 di ripresa, per un totale di altri 5 minuti. Il salto alternato ti aiuta a gestire le movenze: mentre le braccia ripetono lo stesso movimento, le gambe si alternano e sta a te trovare la tua sincronia. Quando ti sarai impratichito, porta le ginocchia in alto durante i saltelli: serve a rassodare i glutei.


Esercizio #3 – Divaricata e forbice

Arrivato alla terza settimana del programma di allenamento, avrai senz’altro preso confidenza con la corda. Ai primi 10 minuti di pratica potrai aggiungerne altri 5 nei quali iniziare a sbizzarrirti con le mosse. Mentre salti, divarica e richiudi le gambe, oppure porta la gamba sinistra davanti alla destra e viceversa. Dai un’occhiata a questo video per scoprire quante cose puoi fare con la tua corda: annoiarsi è davvero impossibile!

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Elettrodomestici: etichetta energetica 2.0 e accorgimenti salva-consumi

Elettrodomestici: etichetta energetica 2.0 e accorgimenti salva-consumi

Grazie alla nuova Energy Label li acquisteremo con più consapevolezza. E tornando alle regole di buon senso (ri)cominceremo a usarli senza sprecare energia. Così futuro e passato si alleano per garantirci bollette eque e sostenibili.

 

Sempre più eclettici, smart e performanti, gli elettrodomestici sono i nostri “collaboratori” più preziosi che però, come risulta da recenti ricerche, non sempre riusciamo a scegliere e a utilizzare in modo razionale e sostenibile. Motivo che ha indotto le istituzioni europee a lanciare una nuova “operazione risparmio” ripartendo da 2 obiettivi, uno che guarda al futuro e uno che attinge dal passato.


Verso il futuro, con la nuova etichetta energetica 2.0

Poiché per la maggior parte dei consumatori europei l’attuale Etichetta Energetica degli elettrodomestici risulta essere troppo complicata, poco comprensibile e, a volte, fuorviante, l’Europarlamento e il Consiglio d’Europa hanno previsto l’introduzione di una nuova etichetta, l’Energy Label 2.0. Il suo debutto è previsto nel 2019 con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza e trasparenza in fase d’acquisto, rendendo più facile il confronto tra i vari elettrodomestici. Come? Tramite la massima semplificazione del sistema di classificazione energetica: verranno infatti eliminate le attuali “sottoclassi dei plus”, quindi A+, A++ e A+++, lasciando solo la più intuitiva scala univoca di valore che va dalla lettera A alla lettera G (dove A rappresenterà il valore più alto e G e quello più basso) con colori dal verde al rosso.
Ma non è tutto, perché l’etichetta di domani prevede anche:

  1. la creazione di una banca dati digitale dove inserire tutti i prodotti in commercio con la loro etichetta energetica che permetterà ai consumatori di poter comparare i vari prodotti e fare la scelta migliore.
  2. l’inserimento di un QR code o un link, come avviene già in Australia, per permettere l’accesso diretto tramite smartphone a un database per compiere confronti immediati e scegliere il maggiore risparmio sulla base dei propri consumi.
  3. l’eventuale inserimento di un simbolo che indichi ai consumatori che quel prodotto è smart e, quindi, gestibile anche da remoto tramite app.
Leggi anche: Quando e perché serve l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Ritorno al passato, con le “classiche” regole per risparmiare

Per ottimizzare l’impiego delle risorse energetiche e assicurarsi bollette meno salate, dovremmo tutti (ri)educarci a utilizzare in modo più razionale gli elettrodomestici, azzerando gli sprechi. Come? Basta rifarsi alle piccole e semplici regole di buon senso, valide da sempre e tanto scontate quanto spesso disattese. Vediamo quali sono, per 3 dei principali elettrodomestici.

Lavastoviglie

  1. evita il prelavaggio per risparmiare acqua ed energia preziosi: prima di inserire piatti e pentole in lavastoviglie sciacquali e/o ripassali con della carta da giornale così, sgrassandoli e rimuovendo i residui secchi, non intaserai i filtri, eviterai i cattivi odori (potendo aspettare di avviarla solo a pieno carico) e ridurrai i tempi di lavaggio (insieme ai consumi).
  2. elimina l’asciugatura con aria calda: se a fine lavaggio apri lo sportello, le stoviglie ancora calde e bagnate si asciugano naturalmente, con un risparmio energetico del 20-40%.

Frigorifero

  1. non riempire troppo i vani interni e regola il termostato in modo da evitare inutili sprechi: la temperatura del vano frigo deve essere compresa tra i 3° e i 5°C, quella del congelatore tra i -18° e i -15°C.
  2. non aprire ripetutamente le porte se non strettamente necessario: se sai di dover prendere più cose per una ricetta, cerca di prenderle tutte in una volta sola, così da limitare ripetute dispersioni del freddo e conseguenti sprechi energetici.

Lavatrice

  1. oltre a utilizzarla a pieno carico, preferisci una temperatura di lavaggio a 40-60° C, per risparmiare da un terzo alla metà di energia rispetto a un lavaggio a 90° C (a cui puoi ricorrere solo in caso di macchie ostinate) che, a lungo andare, rischia anche di rovinare i capi.
  2. nel caso di panni molto sporchi, smacchiali e lasciali in ammollo prima di inserirli nella lavatrice.

Sicurezza, prima di tutto

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Come curare le rose in vaso

Come curare le rose in vaso

Maggio è il mese di massima fioritura delle rose, il fiore più amato e quello più regalato! Anziché acquistare il bouquet, scegli la pianta in vaso per il balcone di casa: potrai così godere della loro bellezza più a lungo e con qualche cura rifioriranno ogni anno.

 

Eleganti, maestose e dal carattere fortemente simbolico, le rose sono le regine dei giardini di maggio, ma, coltivate in vaso, possono abbellire anche i balconi.

Esistono centinaia di varietà di questo fiore ma le rose più adatte ad essere coltivate in vaso portano i nomi di donne famose e bellissime come Liv Tyler, Monica Bellucci, Princesse de Monaco e uomini e artisti affascinanti come Charles Aznavour, Pierre Cardin e Botticelli. Hanno fiori grandi, una crescita regolare e compatta e una fioritura abbondante.


Scegli il vaso più adatto

Per le sue lunghe radici, la rosa ha bisogno di molta terra quindi la prima cosa da fare dopo aver acquistato una pianta di rose è trasferirla in un vaso capiente e profondo almeno 50 cm.

Poni uno strato di  5-7 cm di argilla espansa sul fondo e dei cocci sopra ai fori di drenaggio dell’acqua, poi riempi di terriccio da piantagione di buona qualità. Ogni 2 o 3 anni dovrai sostituire completamente la terra esausta.

Leggi anche: Giardino: le cure di primavera

Concima regolarmente

A maggio la rosa è in piena fioritura e necessita del massimo nutrimento, quindi concima il terreno ogni 15 giorni circa con fertilizzanti liquidi poveri di azoto. In commercio esistono concimi appositi per le rose con il giusto equilibrio tra azoto, potassio e fosforo. Continua la concimazione anche quando saranno seccati i fiori, riducendo la frequenza a una volta al mese, fino all’autunno. Interrompi il trattamento in inverno, per poi riprenderlo a marzo.


Mantieni il terriccio umido

Tastando il terreno in profondità, assicurati che il terriccio al di sotto dello strato più esterno (5 cm) sia sempre umido e controlla che nel sottovaso non si formi il ristagno d’acqua: dovrai annaffiare la pianta una volta al giorno nei periodi miti come la primavera e l’autunno e fino a 2 volte con il clima caldo e secco dell’estate. In inverno, invece, puoi dimenticare di innaffiare o farlo una volta al mese. Usa un annaffiatoio a pioggia in modo da bagnare i fiori e le foglie e non soltanto il terreno e scegli come orario la sera o il mattino presto. Per mantenere il terriccio umido, puoi ricorrere alla pacciamatura (maggio è il periodo ideale!): poni sul fondo del vaso uno strato di corteccia di circa 5-8 cm.
Se il tuo terrazzo è esposto al sole, fai in modo che un telo ombreggiante protegga la rosa nelle ore centrali della giornata, soprattutto quando è nel pieno della fioritura.


Occhio ai parassiti

Controlla con attenzione le foglie, sopra e sotto potrebbero nascondersi dei parassiti come la cocciniglia, mentre gli afidi o pidocchi prediligono i boccioli, dei quali succhiano la linfa. Se sei fortunato, basterà una colonia di coccinelle che si nutrono di questi parassiti per risolvere il problema. Un consiglio per liberartene con metodi naturali? Fai bollire in acqua una testa d’aglio, poi filtra il decotto e spruzzalo su tutta la pianta. E il gioco è fatto!

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Riscaldamento spento: cosa fare per proteggere il tuo impianto

Riscaldamento spento: cosa fare per proteggere il tuo impianto

Controllo della caldaia, pulizia dei termosifoni, apertura delle valvole termostatiche, ecco che cosa fare quando hai da poco spento l’impianto di riscaldamento.

 

Quest’anno, eccezionalmente freddo, ha costretto il tuo impianto di riscaldamento ad un lavoro incessante ed ora che lo hai appena spento, è arrivato il momento giusto per fare manutenzione.

Sicurezza e professionalità sono requisiti fondamentali quando si parla di impianto di riscaldamento e la tua serenità dipende dal rispetto dei controlli da effettuare: scopri come mantenere sicuro ed efficiente il tuo impianto di casa – anche con semplici metodi fai da te – e garantirti tranquillità quando lo riaccenderai.


Caldaia: è il momento della revisione

Non aspettare l’autunno per chiamare il tecnico e revisionare la caldaia! È il “cuore” del tuo impianto di riscaldamento e richiede attenzione, anche per non incappare in multe salate. Controlla prima di tutto il libretto di uso e manutenzione per accertarti che non siano scaduti i termini di legge per la revisione e per il controllo dei fumi. Ogni 2 anni, infatti, è obbligatoria l’analisi della combustione dei fumi da parte di un tecnico, per assicurare rendimento ottimale e risparmio energetico.
Una volta effettuata la revisione e la verifica dei fumi, ti verrà rilasciato il Bollino blu che attesta il perfetto funzionamento della tua caldaia.
Il tuo impianto di riscaldamento è condominiale e hai lo scaldabagno? Anche se non c’è l’obbligo di legge, per la tua sicurezza è fondamentale controllare il corretto funzionamento, affidandoti ad un tecnico esperto.

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Termosifoni puliti

Veniamo alla manutenzione fai da te. Per un’accurata pulizia dei termosifoni, armati degli strumenti giusti! Durante l’inverno la polvere, attratta dal calore, si è depositata tra gli elementi e se non basta uno scovolino per raggiungere i punti più difficili, usa un compressore d’aria, una bomboletta di aria compressa oppure un semplice phon per capelli.

Metti dei vecchi giornali in terra sotto e un panno umido dietro al termosifone, contro il muro: eviterai così di sporcare il pavimento e la polvere verrà attratta e trattenuta dal panno.


Spurgo dell’impianto

Puliti i termosifoni all’esterno, occorre pulirli anche al loro interno, facendo lo spurgo dell’aria. Questa operazione si può fare su qualunque tipo di termosifone, anche se è installata una valvola termostatica programmabile o smart. Ad impianto spento, aiutandoti con una chiave apposita che troverai dal ferramenta, potrai procedere con l’apertura delle valvole di sfiato che si trovano in alto, all’estremità del termosifone. Poni un panno assorbente o un recipiente per raccogliere l’acqua che uscirà a pressione dalla valvola una volta uscita tutta l’aria presente; l’operazione deve essere ripetuta su ogni termosifone. Questo semplice procedimento permetterà di liberare l’impianto dalle bolle d’aria che impediscono la regolare circolazione dell’acqua calda in tutte le parti del termosifone e va ripetuta prima della riaccensione dell’impianto riscaldamento.


Valvole termostatiche aperte

Una volta spento il riscaldamento, ricordati di posizionare le manopole delle valvole termostatiche al livello 5 che corrisponde al valore della massima apertura. Questo impedirà la formazione di sedimenti che potrebbero compromettere il funzionamento al momento della riattivazione dell’impianto. Nel caso di valvole termostatiche programmabili oppure smart, conviene togliere le batterie fino alla riaccensione dell’impianto.

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